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Sclerosi multipla: la gestione dei sintomi attraverso la riduzione della sedentarietà

Aggiornamento: 30 nov 2020


 

Le persone affette da sclerosi multipla tendono ad essere meno attive e più sedentarie dei loro coetanei sani nonostante l’evidenza scientifica supporti il fatto che l’attività fisica possa aiutarli a gestire i sintomi correlati alla malattia. E’ stato proposto un nuovo programma di 22 settimane (15 di intervento e 7 di follow-up) diviso in due fasi denominate sit-less e move-more. L’obiettivo: ridurre i comportamenti sedentari di questi pazienti più efficacemente dei protocolli classici basati su esercizi intensi o mediamente intesi.


 

I pazienti affetti da sclerosi multipla riportano spesso una grande moltitudine di sintomi diversi tra loro come fatica, dolore, depressione, turbe dell’equilibrio e del cammino [1,2].

Questi sintomi sembrano rispondere bene a sedute di allenamento con esercizi e all’attività fisica in generale che sembra, nello specifico, riuscire a rallentare la progressione della malattia, migliorare la fatica, la depressione, la mobilità e la qualità della vita [3-8].

Nonostante queste evidenze le persone con sclerosi multipla risultano essere meno fisicamente attive dei loro coetanei senza disabilità [9-11].

Questo pattern problematico potrebbe supportare l’ipotesi alla base di nuovi protocolli di intervento su pazienti SM tale per cui promuovere sedute basate solo su esercizi di grado intenso o mediamente inteso potrebbe essere meno utile che concentrarsi sulla parte opposta dello spettro dell’attività fisica: il comportamento sedentario.

Questo spostamento del focus delle sedute sul ridurre il comportamento sedentario e modificarlo con una leggera attività fisica nelle persone con disabilità è stato infatti proposto anche in un articolo pubblicato in “Physical Therapy” [12] e in un recente studio che riportava come non ci fosse evidenza che sessioni di esercizi fisici riescano a cambiare il comportamento sedentario pazienti [13]. Inoltre la riduzione del comportamento sedentario è sempre più motivata dall’evidenza scientifica riguardante i rischi alla salute correlati al passare troppo star seduti [14,15] come l’aumento del rischio cardio embolico [16], della depressione [17], del diabete di tipo II [18], della mortalità [19,20]. In particolar modo sui malati di sclerosi multipla si evidenza anche la correlazione tra i minuti passati in posizione seduta e le variazioni nella pressione sanguigna [21], nella fragilità [22] e nella mobilità [23]. In fine, anche da un report tratto dal “North American Research Committee” si evidenziava la necessità di agire sulla sedentarietà dei pazienti visto che una persona affetta da SM stava seduta in media il doppio rispetto alla popolazione generale (480 min/giorno contro 240 min/giorno) [11].




Il primo cambiamento sui protocolli classici proposto da Amian, Motl, Rowley et al. nel loro Management of multiple sclerosis pubblicato su BMJ include il migliorare l’abilità dei pazienti nell’utilizzo di fit-tracker come Fitbit e promuovere l’utilizzo di messaggi “Sit-less and Move-more” in una newsletter personalizzata.

La prima fase Sit-less del loro innovativo protocollo è stata progettata al fine di incoraggiare i partecipanti a interrompere i lunghi periodi in posizione seduta. La seconda fase Move-more, più evoluta, è stata pensata per aumentare il numero dei passi al giorno in aggiunta alla già presente interruzione delle sedute prolungate.

Il protocollo si sviluppa quindi attraverso delle sessioni di coaching individuali, una newsletter e un tracker Fitbit.



Il programma “Sit-less and Move-more” si concentra sull’interruzione dei prolungati periodi in posizione seduta attraverso una leggera attività fisica puntando alla consapevolezza del paziente, alla sua self-efficacy e al settaggio di obiettivi comuni e raggiungibili tra terapista e paziente.

Durante ogni settimana prende luogo una sessione individuale di coaching. Ogni sessione è accompagnata da una newsletter che viene inviata due o tre giorni prima al fine di programmare la seduta. La newsletter comprendeva poi due pagine di testo e immagini specifiche con informazioni e obiettivi.

Al paziente si chiedeva di leggere la newsletter prima delle sessioni di coaching che venivano effettuate via Skype, FaceTime o per via telefonica.

Il Fitbit viene invece indossato come strumento di auto-monitoraggio e come remider per l’attività fisica in caso di prolungate posizioni fisse.

Durante le sessioni settimanali in entrambe le fasi di questo protocollo i partecipanti e i coach controllavano e discutevano le attività decise insieme e provvedevano ad esaminare le informazioni sia sul tempo passato in maniera sedentaria sia sul numero di passi effettuati.





All’interno dello studio per il nuovo protocollo d’intervento sono stati arruolati pazienti con SM confermata da almeno un anno, disabilità acquisita di grado medio (punteggio 1-6.5 sulla scala EDSS), inattività fisica e abilità di cammino per almeno 10 metri.

I sintomi correlati alla sclerosi multipla sono misurati prima e dopo l’intervento e, ancora, dopo il periodo di follow-up. La capacità del cammino viene misurata con il Six-minute Walk Test [24]. La velocità del cammino è misurata con il 10m Walk Test [25]. Lo Short Physical Performance Battery [26] è utilizzato per valutare le abilità funzionali dei pazienti (sit-to-stand, equilibrio, deambulazione). Fatigue Severity Scale per la fatica [27]. Hospital Anxiety and Depression Scale è utilizzata per misurare la depressione dei partecipanti allo studio [28]. Il dolore viene misurato usando McGill Pain Questionnaire [29]. Il sonno è registrato utilizzando il Pittsburgh Sleep Quality Index [30]. Le abilità cognitive con il Symbol Digit Modalities Test [31]. La qualità della vita è misurata dal Medical Outcomes Study Short-Form Health Survey [32]. In fine, il livello di attività fisica è misurato usando il Godin-Shephard Leisure-Time Physical Activity Questionnaire durante lo screening e durante le fasi del trattamento [33, 34]. Il comportamento sedentario e i passi al giorno sono invece misurati oggettivamente con ActivPAL3.

Le esperienze dei partecipanti al programma sono invece indagate attraverso un sondaggio online ed un’intervista individuale dopo il periodo di intervento.


Il nuovo e innovativo programma è un passo di lato rispetto al diffuso focus unico della attività ad intensità moderata o vigorosa. Probabilmente un approccio più fattibile che incoraggia la riduzione del comportamento sedentario e l’aumento della attività fisica leggera. Questo approccio potrebbe permettere dunque a un numero maggiore di pazienti con SM di ricevere benefici maggiori che potrebbero non manifestarsi nei programmi classici di esercizi vigorosi.


Tratto da: Aminian S, Motl RW, Rowley J, et al. Management of multiple sclerosis symptoms through reductions in sedentary behaviour: protocol for a feasibility study. BMJ Open2019;9:e026622. doi:10.1136/ bmjopen-2018-026622

 

1. Rommer PS, Eichstädt K, Ellenberger D, et al. Symptomatology and symptomatic treatment in multiple sclerosis: Results from a nationwide MS registry. Mult Scler 2018:135245851879958.

2. Marrie RA, Horwitz RI. Emerging effects of comorbidities on multiple sclerosis. Lancet Neurol 2010;9:820–8.

3. Motl RW. Benefits, safety, and prescription of exercise in persons with multiple sclerosis. Expert Rev Neurother 2014;14:1429–36.

4. Sandroff BM, Dlugonski D, Weikert M, et al. Physical activity and multiple sclerosis: new insights regarding inactivity. Acta Neurol Scand 2012;126:256–62.

5. Dalgas U, Stenager E. Exercise and disease progression in multiple sclerosis: can exercise slow down the progression of multiple sclerosis? Ther Adv Neurol Disord 2012;5:81–95.

6. Latimer-Cheung AE, Martin Ginis KA, Hicks AL, et al. Development of evidence-informed physical activity guidelines for adults with multiple sclerosis. Arch Phys Med Rehabil 2013;94:1829–36.

7. Cederberg KL, Motl RW, McAuley E. Physical activity, sedentary behavior, and physical function in older adults with multiple sclerosis. J Aging Phys Act 2018;26:177–82.

8. Pearson M, Dieberg G, Smart N. Exercise as a therapy for improvement of walking ability in adults with multiple sclerosis: a meta-analysis. Arch Phys Med Rehabil 2015;96:1339–48.

9. Ezeugwu V, Klaren RE, A Hubbard E, et al. Mobility disability and the pattern of accelerometer-derived sedentary and physical activity behaviors in people with multiple sclerosis. Prev Med Rep 2015;2:241–6.

10. Motl RW, McAuley E, Snook EM. Physical activity and multiple sclerosis: a meta-analysis. Mult Scler 2005;11:459–63.

11. Sasaki JE, Motl RW, Cutter G, et al. National estimates of self- reported sitting time in adults with multiple sclerosis. Mult Scler J Exp Transl Clin 2018;4:205521731875436.

12. Manns PJ, Dunstan DW, Owen N, et al. Addressing the nonexercise part of the activity continuum: a more realistic and achievable approach to activity programming for adults with mobility disability? Phys Ther 2012;92:614–25.

13. Coulter EH, Bond S, Dalgas U, et al. The effectiveness of interventions targeting physical activity and/or sedentary behaviour in people with Multiple Sclerosis: a systematic review. Disabil Rehabil 2018:1–19.

14. Owen N, Healy GN, Matthews CE, et al. Too much sitting: the population health science of sedentary behavior. Exerc Sport Sci Rev 2010;38:105–13.

15. Tremblay MS, Colley RC, Saunders TJ, et al. Physiological and health implications of a sedentary lifestyle. Appl Physiol Nutr Metab 2010;35:725–40.

16. Healy GN, Matthews CE, Dunstan DW, et al. Sedentary time and cardio-metabolic biomarkers in US adults: NHANES 2003-06. Eur Heart J 2011;32:590–7.

17. Vallance JK, Winkler EA, Gardiner PA, et al. Associations of objectively-assessed physical activity and sedentary time with depression: NHANES (2005-2006). Prev Med 2011;53:284–8.

18. Wilmot EG, Edwardson CL, Achana FA, et al. Sedentary time in adults and the association with diabetes, cardiovascular disease and death: systematic review and meta-analysis. Diabetologia 2012;55:2895–905.

19. Biswas A, Oh PI, Faulkner GE, et al. Sedentary time and its association with risk for disease incidence, mortality, and hospitalization in adults: a systematic review and meta-analysis. Ann Intern Med 2015;162:123–32.

20. Katzmarzyk PT, Lee IM. Sedentary behaviour and life expectancy in the USA: a cause-deleted life table analysis. BMJ Open 2012;2:e000828.

21. Hubbard EA, Motl RW, Fernhall B. Sedentary behavior and blood pressure in patients with multiple sclerosis. Int J MS Care 2018;20:1–8.

22. Del Pozo-Cruz B, Mañas A, Martín-García M, et al. Frailty is associated with objectively assessed sedentary behaviour patterns in older adults: Evidence from the Toledo Study for Healthy Aging (TSHA). PLoS One 2017;12:e0183911.

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24. Pilutti LA, Dlugonski D, Sandroff BM, et al. Gait and six-minute walk performance in persons with multiple sclerosis. J Neurol Sci 2013;334(1-2):72–6.

25. Graham JE, Ostir GV, Fisher SR, et al. Assessing walking speed in clinical research: a systematic review. J Eval Clin Pract 2008;14:552–62.

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31. López-Góngora M, Querol L, Escartín A. A one-year follow-up study of the Symbol Digit Modalities Test (SDMT) and the Paced Auditory Serial Addition Test (PASAT) in relapsing-remitting multiple sclerosis: an appraisal of comparative longitudinal sensitivity. BMC Neurol 2015;15:1):1.

32. Ware JE, Sherbourne CD. The MOS 36-item short-form health survey (SF-36). I. Conceptual framework and item selection. Med Care 1992;30:473–83.

33. Godin G. The Godin-Shephard leisure-time physical activity questionnaire. Health Fit J Can 2011;4:18–22.

34. Amireault S, Godin G. The Godin-Shephard leisure-time physical activity questionnaire: validity evidence supporting its use for classifying healthy adults into active and insufficiently active categories. Percept Mot Skills 2015;120:604–22.





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